Il libro Alchimia di Jacques Van Lennep propone una importante visione d’insieme dell’arte a soggetto alchemico e dei problemi che essa solleva. Nel suo senso più comune, l’alchimia è l’arte della trasmutazione, che consiste nel convertire alcuni metalli vili in argento e oro. Per riuscirvi, l’alchimista doveva scoprire la pietra filosofale, che sotto forma di una “polvere di proiezione” era in grado di realizzare questa conversione. L’insieme delle operazioni a ciò finalizzate fu chiamato Grande Opera. Gli alchimisti ricercavano inoltre un rimedio universale, l’elisir di lunga vita. Definita in questo modo, in base al suo aspetto più caratteristico, la disciplina alchemica presentava due facce, una operativa e l’altra speculativa. La prima rientrava nella metallurgia e nella chimica primitiva, la seconda si presentava come una ricerca mistica. Il presente libro si accosta a tali aspetti per mezzo dell’iconografia ermetica, sintesi eccellente delle due polarità di questa dottrina esoterica: le ricerche tecniche e l’indagine filosofica. L’iniziazione alla simbologia alchemica si scontra con la difficoltà connessa alle interferenze di questa disciplina con le molteplici forme dell’attività e del pensiero umano, si tratti della filosofia, della religione, delle scienze - dalla chimica alla medicina, passando per la metallurgia - fino alla politica e all’economia. |